Castello di Montebabbio


La torre e parte delle mura del castello di Montebabbio.


Il borgo di Montebabbio, di impianto medievale, è dominato dall’imponente torre, che è l’unica parte rimasta dell’antico castello.

Questa presenta una struttura slanciata con paramento di base a scarpa, coronata da merlatura ghibellina a coda di rondine. Il borgo sorge su un piccolo colle di roccia arenacea dominante la valle del torrente Tresinaro, conservando caratteristiche tipologiche ed ambientali di interesse, soprattutto nell’arroccamento degli edifici, quasi a baluardo, presso la torre.

La villa di Montebabbio è nominata fra quei luoghi in cui la Chiesa di Reggio possedeva beni fin dal secolo XI. Nel 1092 il Diploma dell’Antipapa Ghiberto conferma al Capitolo di Reggio “in Montebabuli mansum unum” (in Montebabbio un podere).

Dopo la morte di Matilde di Canossa (1125), viene nominato tra i beni che il Vescovo di Reggio nel 1210 e 1242 concesse l’investitura ai Signori di Gesso.

Con l’avvento di Papa Innocenzo III (1198), la Chiesa cerca di rientrare in possesso del patrimonio matildico e, con l’appoggio imperiale, investe i Torello di Ferrara di tutti i beni, tra i quali la Curia di Montebabbio, investitura rinnovata nel 1245 dall’Imperatore Federico II a Giacomo Torello, figlio di Salinguerra.

Nel 1279 troviamo la prima menzione di Montebabbio come comune.

Dopo una rivolta dei Fogliani il castello fu espugnato nel 1296 dal Marchese Azzo VII d’Este. Il Comune compare poi nel 1315 nel Libro dei Fuochi di Reggio.

Dal borgo ha preso il nome una famiglia che ne tenne il possesso nella prima metà del secolo XIV; questi consegnarono il castello al Marchese Obizzo III d’Este nel 1345. Nel 1373 Bernabò Visconti lo confermò ai Fogliani con le ville di “Valspelenzano, Montecerelli, Soiolla, Costa, Cadagrimaldi, Barca e Cadelenorini”.

Nel 1428 ad istanza del Marchese Nicolò III d’Este, il Comune di Reggio lo diede in livello ad Alberto della Sala ritornando alla sua morte agli Estensi. Nel 1444, il marchese Lionello d’Este ne dà la giurisdizione al proprio fratello Borso d’Este il quale, divenuto Duca, ne cede il diritto a Feltrino Boiardo, conte di Scandiano, nel 1452.

Alla morte di Feltrino (1456) il feudo passa indiviso al figlio Giulio Ascanio e al nipote Matteo Maria Boiardo, e successivamente agli eredi del primo.

Nel 1557 gli Spagnoli distruggono la rocca di Dinazzano e quella di Montebabbio, che mantengono, assieme agli altri territori conquistati, fino alla pace tra il Duca ed il Re di Spagna.

La dinastia dei Boiardo si estingue nel 1560 quando il feudo fu acquisito dalla Camera Ducale. Solo nel 1687 fu assegnato, insieme a Lorano, alle famiglie Prini e Cabrietti, con obbligo di reggenza ad anni alterni, a cui rimase fino alla soppressione dei feudi con le vicende della repubblica Cispadana prima e Cisalpina poi.

Montebabbio era Contea con una propria adunanza di Reggenti formando con Lorano un solo Comune. Alla fine del Settecento comprendeva 370 abitanti.

Dopo la restaurazione estense entrò a far parte del Comune di Castellarano.

 


Vista della torre in una foto di archivio storico.