Aia del Mandorlo

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Già denominata Piazza della Mandorla nel XVI secolo. Dalla finestra centrale della rocca si proclamavano gli editti, che venivano “gridati” alla popolazione riunita in piazza, in gran parte analfabeta. Qui venivano anche eseguite le condanne a morte. La Torre dell’Orologio è caratterizzata dall’orologio con quattro quadranti, uno per ogni lato. Esso è dotato di un meccanismo ad una sola lancetta, che segna le ore, ed è regolato da un sistema a pesi databile alla fine del XVII secolo o prima metà del XVIII: pare infatti che un nuovo orologio pubblico fosse stato acquistato dal marchese Carlo Filiberto II, in seguito ad una serie di opere pubbliche da lui promosse, mettendo in grande difficoltà economica la comunità Castellaranese. Nella torre trovarono posto le prigioni e più tardi divenne abitazione. Qui ha vissuto la Tobia: una vecchia, piccola e curva, che si aggirava tra la chiesa e la torre sempre vestita di nero, con un grosso mazzo di chiavi alla cintura e in testa un largo cappellaccio. Viveva sola al piano terreno e viene ricordata vividamente da chi la conobbe da bambino come parte integrante dell’antica piazza