Passi di libertà – il cammino delle donne

Rassegna dedicata al ruolo femminile e alla sua evoluzione negli anni.

La rassegna si pone l’obiettivo di diventare un appuntuamento fisso e strutturato nella programmazione del comune, coinvolgendo diverse associazioni e altri enti del territorio, oltre ad esperti e professionisti.

Un momento di approfondimento che deve essere costante per tenere alta l’attenzione su una tematica così importante sulla quale, come società, dobbiamo ancora lavorare tanto.

La rassegna non si soffermerà solo sul tema della violenza, ma sull’analisi del ruolo femminile nella società a 360 gradi, analizzando come e quanto la società patriarcale ha provato costantemente a tenere la donna in condizione di subalternità.

Non solo femmine madri, mogli, sorelle ma, donne che creano, che inventano, che comunicano, che producono arte, che descrivono e cambiano il mondo.

  • I tanti volti della donna. Essere donna oggi tra aspettative, doveri, desideri e realtà.                                               8 marzo ore 20.30 Casa Maffei Roteglia                                                                                                                               Una serata per approfondire il ruolo della donna e la sua evoluzione all’interno della nostra società. Con Claudio Corrado, Dott. Marco Franchini, Dott.ssa Margherita Gobbi, Dott.ssa Arianna Rivi e il coordinamento donne SPI/CGIL Castellarano
  • Passi di Libertà. Il cammino dei nostri primi 70 anni a cura di Elena Falciano e Caterina Liotti.                               Dal 19 marzo al 5 aprile 2022 presso la Chiesa di santa Croce.                                                                             Promossa dal coordinamento donne SPI/CGIL di Reggio Emilia, Modena ed Emilia Romagna in collaborazione con il centro documentazione donna di Modena, Fondazione Altobelli e CGIL e con il patrocinio della Regione Emilia Romagna, dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia Romagna e di Unimore. La mostra crea un percorso di lettura della storia dell’evoluzione dei diritti delle donne italiane attraverso un doppio registro, quello delle memorie collettive e quello dei percorsi individuali a cui ciascuna donna è chiamata, per conoscere, ereditare e valorizzare l’esercizio delle conquiste collettive. La mostra si rivolge a uomini e donne per spingerli ad una riflessione sul tema dei diritti delle donne e della relazione tra i sessi.
  • Parole e pregiudizi. Il linguaggio dei giornali italiani nei casi di femminicidio di Maria Dell’Anno              Sabato 2 aprile ore 17 Casa Maffei Roteglia                                                                                                                         Alla stregua di altri suoi saggi sul tema, offre un contributo riguardo a questo spinoso problema sociale. Innanzitutto l’autrice espone in maniera chiara e puntuale i nodi teorici più rilevanti emersi dalla letteratura sul tema, aderendo pienamente all’ipotesi costruttivista: per sradicare il fenomeno del femminicidio bisogna partire dalle sue radici culturali, ossia dalla disparità di potere tra donne e uomini socialmente e culturalmente costruita nel corso del tempo.
  • Per non dargliela vinta – scena e retrosecna di un uxoricidio di Giovanna Ferrari.

    Sabato 7 maggio ore 17 Biblioteca Comunale Chiavelli                                                                                                     L’11 febbraio 2009 Giulia viene assassinata dal marito. Un delitto atroce, inspiegabile, assurdo che sconvolge e lacera il tessuto di un’intera esistenza ordita intorno agli affetti e ai valori della famiglia. Questo libro, vuole essere innanzitutto un ricordo oggettivo della figura e della personalità della giovane donna barbaramente uccisa e ulteriormente “brutalizzata” dalle infamanti distorsioni della sua immagine, operata, a scopi difensivi, dal suo assassino. È, inoltre, una rigorosa ricostruzione, in base agli atti processuali, del delitto e del conseguente procedimento giudiziario, da cui esce una chiara denuncia contro la “violenza” operata dalla “giustizia” ai danni della vittima e più in generale della donna. Perché la morte di Giulia e quella di tante, troppe, donne private di prepotenza del diritto inalienabile alla vita, non sia vana. Sulla vicenda è stata realizzata il 22.10.2011 una trasmissione di Amore criminale”