Il “fungo” dell’alveo del Secchia

      

Se tra gli anni ’80 e ’90 del XX secolo aveste percorso la sponda destra dell’alveo del Secchia, poche centinaia di metri a nord di San Michele dei Mucchietti, avreste visto una forma dall’aspetto curioso e mutevole. A seconda dell’altezza raggiunta di volta in volta dall’acqua del fiume infatti c’è chi vedeva in quella forma un periscopio, un timone o la chiglia di una barca capovolta, ai più però ricordava un fungo da cui questa forma trae il suo nome. La storia di questa forma a fungo inizia a partire dagli anni ‘70 del XX secolo.

Fino a circa il 1970 infatti, accumuli di ghiaia e ciottoli occupavano l’alveo del Secchia formando il cosiddetto “materasso alluvionale”. Nel tempo, la costruzione di briglie, traverse e il prelievo di ghiaia dall’alveo ha ridotto sempre più lo spessore del “materasso alluvionale” facendo affiorare la roccia sottostante. Rimase solo una piccola isola a forma di fungo. Il gambo del fungo era costituito da arenaria antica 30 milioni di anni (appartenente alla formazione geologica di Ranzano), mentre il cappello da ciottoli trasportati in tempi più recenti dal fiume e ben legati tra loro dal cemento deposto dalle acque del Secchia ricche di sali disciolti dalle rocce dilavate a monte. La porzione di roccia arenacea, meno resistente, ha subito nel tempo, ad opera dell’incessante scorrere delle acque del fiume, un maggiore assottigliamento rispetto ai ciottoli ben cementati di copertura. Grazie all’erosione fluviale, che ha approfondito sempre di più l’alveo del Fiume Secchia, oggi si può ammirare uno spettacolare e profondo canyon.

Evoluzione del “fungo” dell’alveo del Secchia: a sinistra foto scattata nel giugno 1996; a destra foto scattata ad agosto 2021.

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Prima di registrare il ritrovamento rispondete alle seguenti domande inviandomi un messaggio tramite il mio profilo. I log senza permesso verranno cancellati.

Domande:

  1. Quale importante parametro è possibile misurare dal confronto decennale dell’altezza raggiunta dal “fungo” rispetto all’alveo? Aiutati leggendo il vicino pannello informativo.
  2. Che cosa rimane oggi di questa particolare forma a fungo? Aiutati guardando le immagini sul vicino pannello informativo.
  3. A partire dal 1970 circa, le acque del Fiume Secchia hanno inciso profondamente l’alveo formando un profondo canyon. Stima la profondità di questo canyon.
  4. Come hai potuto imparare, il paesaggio in cui sei immerso è stato profondamente modellato dall’erosione fluviale resa più veloce a partire dal 1970 dall’intervento umano. Per immortalare e conservare un ricordo di come era il paesaggio al momento del tuo passaggio scattati una foto avendo cura di inquadrare almeno in parte l’alveo del fiume.

Inviare le risposte a martina.bedetti@comune.castellarano.re.it