Comune di CastellaranoSequenza fotografica di immagini del territorio comunale


Territorio


Il territorio

Il Comune di Castellarano è situato nella fascia pedecollinare, sulla sponda sinistra del fiume Secchia, lungo il confine fra le province di Reggio Emilia e Modena del comprensorio ceramico.
Ha una superficie di 57,49 Kmq, un’altitudine di 149 m slm ed una popolazione legale di 14.838 abitanti.

Cenni Storici

Numerosi reperti archeologici confermano che Castellarano, rilevante Comune della bassa valle del Secchia, fu abitato fin dal neolitico;  lo testimoniano resti di palafitte, utensili e di una terramare dell’età della pietra. Fu sicuramente colonia, prima, dei Liguri poi degli Etruschi, dei Galli Boi, sicuramente dei Romani e, alla decadenza di questi ultimi, dei Longobardi la cui presenza è, senza ombra di dubbio, testimoniata dal ritrovamento di tombe e corredi funebri. Ai Franchi, che si avvicendarono ai Longobardi, succedettero i Canossa, prima con Bonifacio, poi con la figlia Matilde. Del periodo matildico esistono poche tracce; si sa per certo che la Contessa possedeva in Castellarano una Rocca, che tenne un placito presso la Pieve di S. Maria e che affidò il governo del feudo al Miles Raniero. Nel 1187 Castellarano giurò fedeltà al Comune di Reggio, il quale era particolarmente interessato al controllo del Canale che derivava le acque dal Secchia, indispensabili per alimentare le fogne e le industrie tessili e molitorie della città. Dopo le sanguinose lotte che contrapposero Guelfi e Ghibellini, Castellarano passò nel 1319 ai Da Roteglia per un secolo fino al 1419, anno in cui fu occupata dagli Estensi, i quali insediarono il primo feudatario Iacopo Giglioli. Nel 1453 il Duca Borso d’Este infeudò il Conte Lorenzo Strozzi (vedi stemma in pietra sulla “Porta” della Torre della Rosa). 

 

Nel 1501 Ercole d’Este diede in feudo Castellarano, con San Martino in Rio e Campogalliano al fratello Sigismondo del ramo cadetto degli ESTE-SAN MARTINO la cui famiglia governò fino al periodo napoleonico. L’ultimo feudatario di questo ramo cadetto fu  Carlo Filiberto II (1732-1752) che trasformò la Rocca in palazzo signorile con giardini e fontane che ricevevano acque dall’acquedotto “Romano” costruito appositamente. Castellarano tornò agli Estensi dopo il Congresso di Vienna rimanendovi fino all’Unità d’Italia.

Il borgo antico


Castellarano è un bellissimo esempio di borgo castellano con un centro storico medioevale ottimamente conservato, valorizzato da monumenti che ne attestano l’origine antica, come le vie ancora oggi acciottolate con sassi di fiume.

Dalla Porta Maggiore (Torre Levatoia) si accede al “Borgo Antico” attraverso l’antica piazza d’armi, oggi Piazzale Cairoli, dove si trovavano il corpo di guardia, le armerie, le cucine, le stalle. Da Piazzale Cairoli, attraverso la porta della Torre della Rosa si entra in Via Gatti, intitolata ad un eminente Castellaranese, Bartolomeo Gatti, giureconsulto e consigliere di Stato del Duca di Modena; da questa via parte un antico percorso, Via Del Monte, che conduce ad un edificio risalente al 1620 e che ospitava il Monte di Pietà. Proseguendo si accede al rione San Prospero in cui nacque il Cardinale Domenico Toschi (1535-1620), la figura più insigne di Castellarano; esperto giurista e autore di un’opera di diritto in otto volumi conservata nell’archivio del Comune. Costeggiando due delle tipiche case a corte del centro storico, per Via San Prospero, si giunge in Via Toschi, dove si trova la Chiesa parrocchiale, dedicata a Santa Maria Assunta,  e alcuni edifici antichi. Si prosegue per Via Torre su cui si affacciano  l’Aia del mandorlo, la Torre dell’Orologio e la Rocca con la torre (l’antico mastio che domina il territorio).


 




Ultimo aggiornamento: 17/04/2013